Immagine di Rubio soddisfatto su un cumulo di porfido

È uno sporco lavoro” – è la nuova serie in onda da Lunedì 1 maggio su DMAX, con protagonista Chef Rubio, ispirata alla trasmissione americana “Lavori sporchi”, ma dedicata interamente all’Italia.

In questi sei nuovi appuntamenti realizzati in varie regioni lo Chef Rubio si è messo in prima fila per conoscere e provare diversi mestieri difficili, pericolosi e faticosi. Sono lavori utili alla collettività ma ormai poche persone sono disposte a farli.

Nella prima puntata il cuoco si reca in Sardegna e diventa operatore portuale per un giorno ed allevatore di ovini il giorno successivo. Nella puntata dell’8 maggio si trasforma in allevatore di mucche per poi arrivare a produrre il Parmigiano Reggiano.

Successivamente veste i panni dello spazzacamino. Nella puntata del 15 maggio è a Napoli ed  accompagna una ditta di disinfestazioni. Prosegue il giorno seguente con la colatura di alici. La settimana seguente lavora al mercato del pesce di Milano e affianca i netturbini in città.  Il 29 maggio è andato in Veneto a pulire i canali di Venezia ed ha imparato a raccogliere le esche vive. Finalmente nella puntata di Lunedì 5 giugno, lo chef ex rugbista arriva in Trentino.

Tre  sono i lavori che la trasmissione descrive: gli interventi di disgaggio con la ditta Georock che mette in sicurezza le rocce, la tecnica produttiva del Salumificio Belli ed il faticoso lavoro dei cavatori di porfido in una cava.

 

Chef Rubio cucina in cava

 

Nell'immagine si vede chiaramente come si cuoce la carne sul porfido

Cucinare carne, uova e verdure su una lastra di porfido è praticamente scontato in tutto il Trentino: quasi un obbligo per chiunque voglia organizzare un BBQ che si rispetti.
Meno scontato è che sia un personaggio come Chef Rubio a cucinare sulla lastra di porfido.

È uno sporco lavoro girato in Trentino

Ancora meno scontato, se non impossibile, è fare in modo che quella lastra di pietra sia estratta dalla montagna da Chef Rubio in persona, lavorata con scalpelli cunei e martellone, e successivamente squadrata attraverso una trancia oleodinamica.
Ma evidentemente per Chef Rubio l’impossibile non esiste. Si è presentato in una delle cave di porfido del Consorzio Italiano Porfido del Trentino – Italporphyry e si è armato di punta e mazze. Ha mostrato mani e bicipiti poderosi, mettendosi alla prova e confrontandosi con l’esperienza dei duri e tenaci cavatori.

Il lavoro pesante mette alla prova Chef Rubio

Rubio sposta con fatica una grossa lastra di porfido

All’apparenza sembrava tutto facile ma poi anche Chef Rubio ha capito che non basta semplicemente colpire forte per spaccare la pietra e suddividerla in lastre. Serve colpo d’occhio così come orecchio e intuito per capire dove inserire il cuneo e identificare il punto esatto per poter colpire con la mazza. Deve soprattutto seguire i consigli di coloro che tutti i giorni si cimentano con fatica e dignità a plasmare una pietra dura e prestigiosa come il porfido.

In cava Rubio ha piegato la schiena come tutti. Ha sollevato e imbancalato lastre grandi come tavole. Con le trance ha squadrato il materiale. Ha realizzando piastrelle e cubetti, per poi cimentarsi perfino nella fase finale della messa in opera.

Quello di cava certamente “è uno sporco lavoro”. Sono davvero tante le persone che hanno sempre camminato inconsapevoli su un pavimento in porfido. Alcuni esempi come New York che ha voluto i cubetti di porfido per pavimentare Wall Street. Oppure la famosa Rodeo Drive a Los Angeles che è stata valorizzata dai cubetti Trentini posati ad archi contrastanti. O ancora il grande centro di Les Halles a Parigi lastricata completamente con il porfido.

Sicuramente dobbiamo ringraziare Chef Rubio che ha dato visibilità al nostro faticoso lavoro.  D’ora in poi  chi ha visto la trasmissione saprà apprezzare lo sforzo, la fatica e l’impegno fisico di coloro che trasformano questo materiale. Le pavimentazioni in porfido ormai da più di cento anni contribuiscono a valorizzare piazze, strade e centri storici di tutto il mondo.

Per vedere l’intera puntata sul Trentino clicca qui.